Quattro Canti

Un tripudio di decorazioni barocche adorna le facciate dei Quattro Canti, un affascinante angolo ricco di storia e cultura nel centro di Palermo.

Nel centro della Palermo antica, là dove si incontrano due delle vie principali della città, si apre una piazza dall’insolita forma ottagonale che i palermitani chiamano i Quattro Canti.

La piazza ottagonale si chiama in realtà Piazza Vigliena ed è formata dall’incrocio di via Maqueda con via Vittorio Emanuele e da quinte architettoniche.

Sulla piazza si affacciano le facciate convesse di quattro splendidi edifici barocchi: note come cantoni, segnano l’antica divisione di Palermo in quattro zone facilmente riconoscibili: la Kalsa, La Loggia, il Capo e l’Albergheria.

È un luogo ricco di storia e cultura, da scoprire e ammirare durante una piacevole passeggiata nel centro storico di una delle città più affascinanti d’Italia.

Storia

Nel 1609, nove anni dopo l’inaugurazione di via Maqueda, per volontà del viceré Giovanni Fernandez Paceco, duca di Villena, fu realizzata la piazza ottagonale che sarebbe poi diventata nota come i Quattro Canti.

I cantoni est e ovest vennero completati nello stesso anno, mentre bisognerà attendere tre anni per il completamento del cantone sud e ben undici per il cantone nord.

La sistemazione delle statue ad opera di Mariano Smiriglio, ingegnere del Senato palermitano, iniziò soltanto nel 1617.

Architettura

Non potrà lasciarvi indifferente lo splendore architettonico dei cantoni di piazza Vigliena, con le quattro facciate barocche riccamente adornate su tre livelli.

I tre livelli dei cantoni sono decorati con i motivi di un ordine architettonico classico (ionico, dorico o corinzio a seconda del livello), stemmi e statue; un ulteriore elemento decorativo del livello inferiore è dato da una fontana che simboleggia uno dei fiumi che anticamente bagnavano Palermo.

Statue

In totale sono dodici le statue che adornano i tre livelli dei quattro cantoni. Al primo livello si trovano statue raffiguranti le quattro stagioni, mentre al secondo livello si trovano le statue dei re spagnoli Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV.

Le statue che adornano il terzo ordine delle facciate degli edifici in Piazza Villena rappresentano quattre sante che sono state le patrone di Palermo prima che Santa Rosalia venisse eletta santa patrona della città.

Meno famose di “Santuzza”, Sant’Agata, Santa Cristina, Santa Ninfa e Santa Oliva sono state in passato oggetto di una profonda devozione ed esse sono state dedicate altre statue in diverse chiese della città, compresa la magnifica Cattedrale.

Curiosità

Quattro Canti non è il solo modo in cui viene chiamata Piazza Vigliena: la piazza è infatti nota anche con il nome di:

  • Teatro del Sole, perché almeno due dei quattro cantoni sono sempre illuminati dal sole, in ogni stagione dell’anno;
  • Ottangolo, per la sua forma,
  • Occhio della Città e Teatro della Città, perché su questa piazza si svolgevano le manifestazioni più importanti di Palermo.

Piazza Vigliena viene anche chiamata Piazza Villena.

I Quattro Canti sono una delle location di “Palermo Shooting”: qui state girate alcune scene chiave del film di Wim Wenders, presentato al festival di Cannes.

“I Quattro Canti” è anche il titolo di un romanzo a episodi ambientato a Palermo all’inizio degli anni Ottanta, scritto dal giornalista palermitano Giuseppe Di Piazza e pubblicato nel 2012.

Non vi sono statue di Santa Rosalia in Piazza Vigliena, ma se ne può trovare una nella vicina Piazza Pretoria.

Piazza Pretoria

Dopo aver ammirato i Quattro Canti vi basterà camminare un altro po’ per non perdervi un’altra meraviglia di Palermo. Nei dintorni dei Quattro Canti si trova infatti un’altra importante piazza di Palermo, Piazza Pretoria, che ospita un vero gioiello del rinascinamento toscano.

La cinquecentesca Fontana Pretoria che adorna l’omonima piazza fu realizzata a Firenze dallo scultore Francesco Camilliani e successivamente acquistata dalla città di Palermo, smontata in più di 600 pezzi e trasportata nel capoluogo siciliano. Danneggiata durante il trasporto, fu ricomposta e adattata dal figlio di Camillani, che terminò i lavori nel 1581.

Di forma ellittica, la monumentale fontana occupa il centro della piazza ed è decorata da statue raffiguranti divinità pagane, animali, uomini e donne.

Si deve a questi nudi artistici l’appellativo di “Piazza della Vergogna” con cui è nota Piazza Pretoria: pare che le prime a scandalizzarsi dinanzi alla nudità delle figure rappresentate siano state le monache di un convento di clausura che sorgeva accanto alla piazza.

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