Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina

Il Palazzo dei Normanni è un'altra pregevole testimonianza della diversità di popoli e culture che hanno fatto la storia di Palermo. Da visitare!

Si chiama Palazzo dei Normanni, ma il suo aspetto attuale è il risultato di costruzioni, demolizioni e sovrapposizioni che si sono succedute in secoli di storia ad opera di arabi, spagnoli, francesi, italiani e naturalmente anche normanni.

Va aggiunto che il palazzo fu costruito sopra uno dei primi insediamenti punici, nella parte più alta dell’antico nucleo cittadino di Palermo.

Quest’austera fortezza, nota anche come Palazzo Reale, è dunque il risultato di popoli e culture diverse, un tratto che caratterizza non pochi edifici di Palermo.

Nei secoli fu sede di attività amministrative (funzione che conserva ancora oggi), di laboratori artigianali di oreficeria e di produzione di tessuti e di attività culturali tra cui va sicuramente ricordata la Scuola Poetica Siciliana.

Per la sua particolarissima struttura, per la sua storia e per lo splendore della Cappella Palatina ospitata al suo interno, il Palazzo dei Normanni attira numerosissimi turisti, desiderosi di visitare una delle più antiche dimore reali d’Europa.

Informazioni pratiche

  • Tenete presente che il palazzo è sede degli uffici amministrativi della regione e per questo motivo in alcuni giorni le sale degli appartamenti reali potrebbero non essere visitabili.
  • Ci sono diversi ingressi al Palazzo: l’ingresso per i visitatori si trova in Piazza Indipendenza.
  • Il Palazzo dei Normanni è uno dei monumenti inseriti nell’itinerario arabo-normanno delle città di Palermo, Monreale e Cefalù, dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Un po’ di storia

Il primo nucleo di questo monumentale edificio è lo qsar, una fortezza costruita a scopi difensivi dagli arabi nella prima metà del IX secolo dC.

La fortezza diventa reggia nel 1130 per volere di Ruggero II, primo re normanno di Sicilia; due anni dopo viene costruita all’interno della reggia e sopra una chiesa preesistente la cappella oggi nota come Cappella Palatina.

L’opera di trasformazione da fortezza a palazzo viene portata avanti dai successori di Ruggero II, Guglielmo I e Guglielmo II, arrivando a realizzare un articolato complesso di torri collegate da camminamenti con stanze e ambienti caratterizzati da eleganti soluzioni architettoniche e da raffinate decorazioni, adatti ad accogliere un pubblico nobile e cosmopolita.

Il palazzo rimase reggia reale fino alla fine del Trecento, quando gli aragonesi, allora sovrani di Palermo, decidono di abbandonarlo per motivi di sicurezza.

Bisognerà attendere il Cinquecento perché il palazzo torni ad avere una funzione di dimora reale, con l’insediamento del viceré spagnolo: in questo periodo iniziano importanti lavori di modifica, demolizione e costruzione che cambieranno radicalmente l’aspetto del palazzo.

Nel Settecento i nuovi reali “inquilini” sono i Borboni mentre in seguito all’unità d’Italia nel palazzo vennero istituiti alcuni uffici ministeriali.

Oggi il Palazzo dei Normanni è sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, mentre un’ala è di proprietà dell’Esercito.

Le sale e torri del palazzo

La struttura del Palazzo dei Normanni è davvero particolare, composta da edifici a forma di torre collegati tra di loro da porteci e giardini.

Alle prime torri esistenti nella fortezza araba e nella prima reggia di Ruggero II vennero poi aggiunte le torri Pisana, Ioaria, Chirimbi, Greca: le prime due si ritiene che abbiano ospitato gli appartamenti dei sovrani normanni e di Federico II di Svevia.

Sala dei Venti

Ubicata all’interno della medievale torre Ioaria, la Sala dei venti è una delle sale più suggestive del palazzo: viene così chiamata perché sul suo stupendo un soffitto ligneo è presente una rosa dei venti.

Sala di Ruggero

Il nome si riferisce al re Ruggero II, ma gli stupendi mosaici con scene di caccia e immagini allegoriche del potere normanno si devono al figlio Guglielmo I.

Sale Duca di Montaldo

Sono sale riccamente affrescate durante la prima metà del XVII secolo allo scopo di trasformare gli ambienti originari in sale per le udienze estive.

Sala d’Ercole

La Sala d’Ercole è dal 1947 sede dell’Assemblea Regionale Siciliana e per questo motivo in alcuni giorni non è visitabile.

Il suo nome è un riferimento all’eroe mitologico greco Ercole, qui ritratto in un ciclo pittorico settecentesco dell’artista Giuseppe Velasco, soprannominato “il Velazquez di Sicilia”.

Altre sale

La Sala dei Vicerè, la Sala Cinese e la Sala Pompeiana sono arredate con mobili del Settecento e dell’Ottocento e devono il loro nome ai motivi degli affreschi che le decorano.

Cappella Palatina

La star del Palazzo, se così si può dire parlando di un edificio religioso, è la straordinaria Cappella Palatina, che all’epoca della sua costruzione nel 1132 costituiva il baricentro delle varie strutture in cui il palazzo si articolava.

Salite al primo piano del palazzo per ammirare questa meravigliosa basilica a tre navate dedicata ai Santi Pietro e Paolo, definita dallo scrittore Guy de Maupassant “la chiesa più bella al mondo”.

Lo scintillante color oro degli straordinari mosaici che decorano la cupola, il transetto e le absidi è sicuramente l’elemento distintivo dell’interno della chiesa. I mosaici bizantini della Cappella Palatina raccontano storie del Vecchio e Nuovo Testamento, con una eccezionale maestria nel ritrarre dettagli ed espressioni.

Non fatevi abbagliare da tutto questo oro: alzate lo sguardo all’insù per ammirare anche il particolarissimo soffitto ligneo in stile muqarnas, uno soluzione decorativa propria dell’architettura musulmana.

La Cappella fu consacrata nel 1140 e l’aspetto originario dell’esterno era completamente diverso da quello che vediamo oggi: la chiesa sorgeva originariamente isolata, ma fu poi inglobata da strutture più recenti, motivo per cui non rimane pressoché nulla della facciata originaria.

Una chiesa, più culture

La struttura e le decorazioni della Cappella Palatina sono intrise di elementi che testimoniano la politica di tolleranza e apertura nei confronti di altre culture portata avanti dal re Ruggero II:

  • Guardando attentamente la struttura della cappella, si possono riconoscere due piccole chiese: una chiesa latina suddivisa da dieci colonne di granito in tre navate e, nel presbiterio, una piccola chiesa bizantina a pianta quadrata sormontata da una cupoletta emisferica.
  • Le iscrizioni alle pareti sono sia in latino che in greco, il che fa pensare che all’epoca di Ruggero II le cerimonie religiose venissero officiate in entrambe le lingue.
  • Mentre i mosaici sulle pareti sono chiaramente bizantini, il pavimento è decorato con pietre di porfido ed è quindi arabo: anche in questo dettaglio si intravede una volontà di incontro tra cultura occidentale e cultura orientale.

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