Salento

La penisola salentina, il cosiddetto tacco d’Italia, è una porzione della Puglia meridionale, tra il mar Ionio a ovest e il mar Adriatico a est. L’area comprende l’intera provincia di Lecce, quasi tutta quella di Brindisi e il sud della provincia di Taranto.

Un irregolare lembo di terra proteso tra due mari e ogni giorno baciato dal primo raggio di sole in Italia: il Salento è un caleidoscopio di storia, civiltà popoli e leggende, di sapori e tradizioni. Borghi immacolati, porticcioli pescherecci, imponenti castelli, torri, mura, masserie. Il Salento è allo stesso tempo il bianco delle case dipinte a calce, il verde degli uliveti, il dorato della pietra leccese, il blu del mare e il rosso della terra ricca di bauxite. Il Salento accontenta un po’ tutti perché c’è la splendida natura, ci sono tanti piccoli comuni con splendidi centri storici, per i monumenti megalitici disseminati nelle campagne, per l’accoglienza solare e per la superba gastronomia.

Sono ben 99 i paesi del Salento, che può essere suddiviso in Alto Salento a nordest con le Murge brindisine, le Murge tarantine a nord-ovest, il Tavoliere di Lecce al centro e le Serre salentine nel Basso Salento a sud.

Lecce

Una delle città più cosmopolite della Puglia, di certo la più intraprendente e vivace del Salento, Lecce è una delle tappe imperdibili di un itinerario nel Salento, anche soltanto per dare un’occhiata al famoso barocco leccese: ogni balcone, ogni cortile, ogni colonna tortile e ogni mascherone sono gioielli d’arte che non lasciano indifferenti.

Piazza del Duomo è il cuore geografico di Lecce e, probabilmente, una delle più belle piazze italiane in assoluto. È un concentrato di così tanti tesori da lasciare stupiti. Un tempo a chiudere la piazza c’era addirittura una porta. Oggi ci sono gli edifici sovrastati da statue di santi a regalare un’originale quinta scenografica. Quella che sembra essere la facciata decorata in modo straordinario del Duomo è in realtà una finta facciata, perché quella vera, molto più sobria, si trova sulla sinistra dell’edificio. Di fronte al Duomo sorge il quattrocentesco Palazzo Vescovile con il suo loggiato angolare ad arcate, annesso il Seminario settecentesco e vicino al Duomo c’è il Museo diocesano.

Dal Duomo corso Vittorio Emanuele conduce a Piazza Sant’Oronzo, una scenografica piazza che in passato era il cuore delle attività commerciali e imprenditoriali. Qui si trova il Sedile, ovvero la sede del Municipio fino al 1851. A fianco c’è l’enorme Anfiteatro romano del II secolo, venuto alla luce all’inizio del XX secolo quando furono demoliti molti edifici per far spazio alla nuova sede della Banca d’Italia. In mezzo alla piazza la colonna di Sant’Oronzo, con la statua che poggia sul secondo pilastro dell’antica Via Appia. Circondata da caffè, negozi, bancarelle, anche oggi la piazza è il luogo d’incontro principale degli abitanti della città.

L’esempio più celebrato del barocco leccese è la Basilica di Santa Croce: la navata ha un soffitto a cassettoni dorato, l’altare centrale è decorato con intarsi di marmo e lungo le navate si contano 14 fastose cappelle.

Otranto

Per mille anni il principale porto italiano verso Oriente, Otranto si presenta con un entro storico appollaiato su una piccola collina affacciata sulla baia, a cui si accede da Porta Terra (o Porta Alfonsina) e dalla Torre Alfonsina, un tempo l’ingresso alla vecchia città, costruita nel 1481, dopo la liberazione dell’occupazione turca, da Alfonso d’Aragona, che costruì anche il famoso Castello Aragonese, uno dei gioielli della città. Dall’entrata alla città si possono ammirare le mura, edificate durante l’epoca bizantina e sistemate poi dagli angioini e dagli spagnoli che resero le fortificazioni e il castello un efficiente modello di architettura militare.

Ma l’attrazione più famosa di Otranto è probabilmente la sua Cattedrale, costruita dai normanni nell’XI secolo e caratterizzata da una selva di colonne con capitelli intagliati che poggiano sul meraviglioso mosaico pavimentale del XII secolo. Il mosaico, che ricopre tutta la superficie dell’edificio, rappresenta l’albero della vita, i cui rami sostengono scene tratte dalla Bibbia, ma anche mostri, animali, figure mitologiche e raffigurazioni dei mestieri in una mescolanza di religione e superstizione.

Immancabile la passeggiata sul lungomare che conduce fino al faro al nord della baia, tra ghiaia e passerelle di legno. Proseguendo verso nord è possibile raggiungere, fuori dalla città, la bellissima Baia dei Turchi, una lunga distesa di sabbia, a cui si arriva dopo aver attraversato una pineta, con acqua azzurrissima. Proseguendo si raggiungono il Lido dei Pini e Balnearea, due spiagge che nelle notti d’estate diventano discoteche. A sud di Otranto invece la costa è alta e rocciosa: tra i punti più interessanti ci sono la Baia dell’Oste, Orte e Torre Sant’Emiliano.

Gallipoli

Vocata sia alla pesca sia alla moda, Gallipoli seduce sia con la sua anima elegante, che s’incontra passeggiando sul lungomare, sia con quella più popolare, che pulsa tra le viuzze del centro storico. La città è presidiata dal Castello Angioino (gioiello di architettura militare che risale alla Magna Grecia), impreziosita da circa 15 chiese, arricchita dai palazzi massicci e austeri del periodo aragonese come Palazzo Balsamo e Palazzo Romito.

La Cattedrale di Sant’Agata, con la facciata in pietra locale, è l’emblema del barocco della città con un interno ricoperto da più di 700 metri quadrati di dipinti a olio, oltre al teschio e alle ossa del reliquiario di San Fausto.

A sud c’è invece il dedalo del quartiere dei pescatori e le case a corte dell’incomparabile fascino. Il porto peschereccio di Gallipoli, costruito nell’Ottocento, è raccolto tra il Santuario della Madonna del Canneto, Piazza Fontana Greca e il Castello. Vale la pena fare un salto al mercato ittico per cogliere un po’ di atmosfera di vita marinara.

Agli amanti della natura e dell’architettura rurale piacerà passeggiare nella campagna intorno a Gallipoli, disseminata di dei caratteristici furnieddhri, detti anche caseddhri, ovvero antichi ricoveri di contadini costruiti con pietre a secco, poi ingranditi per ospitare anche famiglie intere.

Santa Maria di Leuca

È la zona che i Romani chiamavano finis terrae, la fine della terra, e il suo punto esatto è segnato dalla Basilica Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, un importante luogo di pellegrinaggio costruito sopra un tempio romano dedicato alla dea Minerva, dove un tempo si fermavano i naviganti. È il punto più meridionale del “tacco dello stivale”. Nella basilica c’è un enorme terrazza sul mare da cui si gode uno spettacolare panorama. In questa zona si trova anche il grande faro alimentato a petrolio fino al 1937.

Lungo la scogliera della baia oggi si susseguono numerosi stabilimenti attrezzati. Circa sei chilometri a nord, c’è il Ciolo, una caletta di ciottoli raggiungibile con lunghe scalinate di pietra. La caletta è famosa per la vicinanza con la Grotta del Ciolo, visitabile solo dal mare e il ponto alto circa 36 metri che attraversa la profonda gola.

Da Santa Maria di Leuca è possibile partecipare a escursioni in barca che partono dal porticciolo e raggiungono varie grotte marine, come la Grotta del Diavolo, la Grotta della Stalla e la Grotta Grande del Ciolo.

Grecia salentina

È una bizzarria storica, un retaggio di un’epoca in cui l’impero bizantino controllava l’Italia del sud e la cultura greca era diffusa un po’ ovunque. La cosiddetta Grecia salentina è un anello ubicato a sud di Lecce che comprende 12 comuni tutti molto vicini tra loro: Calimera, Carpignano Salentino, Catrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Sogliano Cavour, Soleto, Sternatia e Zollino.

Si tratta di un’isola linguistica del Salento situata all’estremità meridionale della Puglia e che vive ancora oggi dell’eredità lasciata dalla cultura bizantina. Qui si parla un dialetto neogreco noto come grecanico o griko. A Calimera si può cominciare a familiarizzare con i luoghi e le usanze di questa cultura grazie alla Casa Museo della Civiltà Contadina e della Cultura Grika.

Le spiagge più belle del Salento

Il tratto di litorale che si affaccia sul Mare Adriatico, da San Cataldo a Santa Maria di Leuca, è caratterizzato da scogliere ricoperte di rigogliosa macchia mediterranea che scendono a picco sul mare e da cittadine costiere costruite in posizione suggestiva. Qui la costa Adriatica è bellissima, sia che si tratti di spiagge sabbiose a nord di Otranto o di quelle rocciose a sud.

Le spiagge di sabbia fine fanno del tratto da Santa Maria di Leuca a Porto Cesareo una delle zone turistico-balneari più belle d’Italia. Su questo tratto di costa si susseguono senza soluzione di continuità lidi sia rocciosi sia sabbiosi, movimentati da decine di torri medievali di avvistamento.

Torre dell’Orso – Melendugno

Torre dell’Orso è una spiaggia a forma di mezza luna compresa tra due alte scogliere, vicino a Melendugno: poco meno di un chilometro di spiaggia finissima, dune e una pineta.

Al largo si trovano le celebri Due Sorelle, i famosi faraglioni che, secondo la leggenda, sorsero dal mare nello stesso momento in cui annegarono due sorelle: ecco perché i due isolotti sembrano stringersi in un abbraccio.

Santa Cesarea Terme

A Santa Cesarea Terme c’è l’imbarazzo della scelta in quanto a spiagge. Da nord verso sud, s’incontrano senza soluzione di continuità il Bagno Piscina Sulfurea, la cui vasca viene alimentata continuamente con l’acqua sulfurea della Grotta Fetida, il Bagno Urbano Caicco di fronte al Piazzale delle Terme e il Bagno Marino Archi sulla spiaggia.

Le Fontanelle e il Porticciolo hanno spazi liberi, mentre la Piscina Carmen Longo è una splendida piscina incastonata dentro alte rocce scure a picco sul mare che facevano parte della vecchia cava di tufo.

Da non perdere, infine, le rocciose calette di Porto Miggiano sotto l’omonima torre.

Castro Marina – Lecce

Castro Marina, con il borgo di Castro sul colle a strapiombo sul mare, è uno dei luoghi più incantevoli del Salento. Nei pressi di Castro la leggenda vuole che si trovi il luogo dove, secondo Virgilio, sbarcò Enea in fuga da Troia. Qui non ci sono molte spiagge, ma c’è un mare pulitissimo, grotte e insenature.

Dalla Grotta Zinzulusa, da cui ogni anno passano quasi 150 mila turisti, si prosegue verso sud arrivando a Marina di Marittima dove è possibile fare il bagno nella minuscola conca rocciosa dell’insenatura di Acquaviva caratterizzata da terrazze di pietra. L’acqua è fresca grazie alla presenza di pozze d’acqua sorgiva.

Marina Serra – Tricase

Da Tricase le spiagge più vicine sono quella di Marina Serra, incastonate in una vasta insenatura naturale lunga circa otto chilometri. Sono formate da rocce e scogliere e non sono facilissime da raggiungere ma la fatica sarà ricompensata da conche naturali meravigliose, poco frequentate dai turisti. Qui si trovano anche la Grotta dei Monaci e la Grotta Matrona, nota per i giochi di luce sulle pareti.

Più agevole è la Marina di Adriano, a nord di Tricase che, grazie alla sua costa bassa e sabbiosa, è diventata un’area attrezzata molto frequentata.

Marina di Pescoluse – Maldive del Salento

Il litorale più bello in assoluto si trova appena lasciata Santa Maria di Leuca: Marina di Pescoluse è un’unica, interminabile spiaggia con il mare talmente celeste da essere soprannominata “Maldive”. Le spiagge che la precedono, come Marina di Patù e Torre Vado e quelle a seguire, come Torre Pali e Lido Marini, dove comincia il Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento, sono un po’ meno belle ma più comode: si raggiungono facilmente, hanno fondali bassi, si trovano sia tratti liberi sia attrezzati.

Porto Selvaggio – Nardò

Si raggiunge con una passeggiata di 20 minuti nella pineta del parco, partendo dall’ingresso nei pressi di Villa Tafuro. È una bellissima scogliera da cui tuffarsi e una spiaggia di sassolini affacciata su acque turchesi.

Punta della Suina – Gallipoli

Soprannominata i “Caraibi dello Ionio”, si raggiunge attraversando una profumata pineta ombreggiata lungo una passerella di legno. La sabbia è finissima, con piccole insenature naturali. Le due insenature affiancate, con bassi fondali, creano una sorta di piscina naturale. Un luogo davvero da sogno.

Punta Pizzo – Gallipoli

Torre del Pizzo, detta Punta Pizzo, prende il nome dalla bianca torre cinquecentesca ed è una delle spiagge più belle del Salento. Nel 2014 è stata selezionata tra le 10 spiagge più belle d’Italia dalla Goletta Verde di Legambiente.

Baia di Torre Lapillo – Porto Cesareo

Una delle spiagge più lunghe del Salento e talmente integra che nel 2011 ci ha nidificato la tartaruga marina. Qui c’è l’omonima torre costiera, una delle pochissime a essere state ristrutturate e aperte al pubblico. La spiaggia si trova a nord di Porto Cesareo, dopo Torre Chianca.

Punta Prosciutto – Porto Cesareo

La sabbia è quasi impalpabile e l’acqua bassa cristallina è un piacere per gli occhi e il corpo. Si trova nella zona di Porto Cesareo, proseguendo oltre la Baia di Torre Lapillo, ed è una delle zone più suggestive del Salento. È uno dei luoghi più apprezzati del Salento e quindi d’estate è sempre affollatissimo.

Da non perdere

Frantoi ipogei

Una delle caratteristiche del Salento sono i trappiti, ovvero i frantoi ipogei, veri e propri torchi sotterranei scavati a mano nel carparo. In una terra dove i boschi sono costituiti da ulivi secolari, è naturale che una delle principali ricchezze sia da sempre l’olio, che pare abbia una storia di circa ottomila anni. A testimoniarlo sono questi speciali torchi dove lavoravano tre trappitari più il loro capo.

Gli operai erano spesso pescatori che in inverno dovevano trovarsi un impiego alternativo alla pesca. Il lavoro era talmente faticoso che sembra si tenessero svegli fumando semi di papavero. Le enormi macine erano azionate da muli, asini o buoi. In tutto il Salento ancora oggi si possono vedere i frantoi ipogei, a volte ristrutturati a volte diventati parte integrante di qualche ristorante.

Monumenti preistorici

Tra tutti i tesori del territorio salentino non ci si deve dimenticare dei monumenti preistorici, spesso immersi nella natura. Uno dei più famosi è il Dolmen Li Scusi, che si trova in aperta campagna, sulla via che da Minervino di Lecce conduce a Uggiano la Chiesa. Il dolmen potrebbe essere stato usato come nascondiglio ed è l’esempio meglio conservato, oltre che il primo ad essere stato scoperto in Puglia, tra decine di dolmen e menhir che si trovano sparpagliati nei dintorni. Il megalite è composto da una lastra di calcare non lavorata, poggiata a un metro dal suolo su otto pilastri, dei quali uno solo è monolitico, mentre gli altri sono costituti da pietre sovrapposte. Il lastrone è attraversato da un foro del diametro di 20 centimetri. Non è certa la funzione del monumento, anche se l’ipotesi più accreditata è che potesse avere una funzione di culto o funeraria.

Altri monumenti di questo tipo dono il sottile Menhir del Teofilo di Martano, che con i suoi cinque metri d’altezza è il più alto d’Italia: sulla pietra ci sono incise delle croci perché in epoca medievale numerosi monumenti megalitici furono cristianizzati dalla chiesa.

Il Menhir di San Paolo, ubicato a Giurdignano, un paesino a pochi chilometri da Otranto, è invece formato da un masso sottile di pietra verticale di circa due metri, poggiato si una base rocciosa sotto la quale è stata ricavata una piccola edicola bizantina affrescata, che un tempo era usata come rifugio dai monaci.

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