Sviluppo dello spazio Schengen

Stati membri accordi Schengen
Dopo il primo accordo tra i cinque paesi fondatori, firmato il 14 giugno 1985, è stata elaborata una convenzione, firmata il 19 giugno 1990 ed entrata in vigore nel 1995, che ha permesso di abolire controlli interni tra gli Stati firmatari e di creare una frontiera esterna unica lungo la quale i controlli all'ingresso nello spazio Schengen vengono effettuati secondo procedure identiche. Sono state adottate norme comuni in materia di visti, diritto d'asilo e controllo alle frontiere esterne onde consentire la libera circolazione delle persone all'interno dei paesi firmatari senza turbare l'ordine pubblico.

Per conciliare libertà e sicurezza, inoltre, la libera circolazione è stata affiancata dalle cosiddette "misure compensative" volte a migliorare il coordinamento tra polizia, dogane e amministrazioni giudiziarie nonché a combattere, in particolare, il terrorismo e la criminalità organizzata. A tal fine, si è creato il complesso Sistema d'informazione Schengen (SIS), che consente di scambiare dati sull'identità delle persone e sulla descrizione degli oggetti ricercati.

Lo spazio Schengen si è esteso progressivamente a tutti gli Stati membri. Gli accordi sono stati firmati dall'Italia il 27 novembre 1990, dalla Spagna e dal Portogallo il 25 giugno 1991, dalla Grecia il 6 novembre 1992, dall'Austria il 28 aprile 1995 e da Danimarca, Finlandia e Svezia il 19 dicembre 1996.
Successivamente, il 21 Dicembre 2007 si sono aggiunti Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Malta; il 12 Dicembre 2008 la Svizzera; il primo Novembre 2009 il Liechtenstein. Sono previsti a breve gli ingressi di Cipro, Bulgaria e Romania.

Misure prese dagli Stati membri dello spazio Schengen

Fra le misure di maggiore rilievo vanno segnalati:
  • l'abolizione dei controlli alle frontiere comuni e il loro trasferimento alle frontiere esterne;
  • la definizione comune delle condizioni di attraversamento delle frontiere esterne nonché le norme e le procedure uniformi per il controllo delle persone che si trovano a tali frontiere;
  • la separazione, negli aeroporti e nei porti, dei viaggiatori che si spostano all'interno dello spazio Schengen da quelli di diversa provenienza;
  • l'armonizzazione delle condizioni di ingresso e di concessione dei visti per i brevi soggiorni;
  • l'avvio di un coordinamento fra le diverse amministrazioni per la sorveglianza delle frontiere (ufficiali di collegamento, armonizzazione delle istruzioni e della formazione impartite al personale);
  • la definizione del ruolo dei trasportatori nella lotta contro l'immigrazione clandestina;
  • la dichiarazione obbligatoria per tutti i cittadini di paesi terzi che circolino da un paese all'altro;
  • la definizione di norme sulla responsabilità dell'esame delle domande delle domande di asilo, contenute nella Convenzione di Dublino che è stata sostituita nel 2003 da un regolamento (regolamento Dublino II);
  • l'istituzione di un diritto di osservazione e di inseguimento transfrontaliero per gli agenti di polizia degli Stati Schengen;
  • il rafforzamento della cooperazione giudiziaria mediante un sistema di estradizione più rapido e una migliore trasmissione dell'esecuzione delle sentenze penali;
  • la creazione del sistema d'informazione Schengen (SIS).

  • Tutte queste misure costituiscono "l'acquis di Schengen" unitamente alle decisioni e alle dichiarazioni adottate dal comitato esecutivo istituito dalla convenzione di applicazione del 1990, agli atti adottati ai fini dell'attuazione della convenzione dagli organi a cui il comitato esecutivo ha affidato poteri decisionali, all'accordo firmato il 14 giugno 1985, alla convenzione di applicazione dell'accordo, firmata il 19 giugno 1990, nonché ai successivi protocolli e accordi di adesione.

    Fonte: Comunità Europea


    Documenti e approfondimenti

     
    Accordi di Schengen su Wikipedia
    La scheda sugli Accordi di Schengen sull'Enciclopedia Wikipedia